Periti meccanici: non solo Controllo Numerico

Prosegue il rapporto tra il Corso Meccanici e il prof. Bartoletti, noto organista spezzino, nell’ambito del Progetto Musica che coinvolge la Fondazione Carispe e l’Istituto Tecnico Industriale “G. Capellini” con le classi prime e seconde del Liceo Scientifico Tecnologico, coordinate dalla professoressa Stretti, e le classi terza e quarta del Corso Meccanici.

Il 24 marzo scorso le classi del Corso Meccanici, accompagnate dai Prof. Boni, Peroni e Riccobaldi e guidate dal Prof. Bartoletti, si sono recate a Lucca a visitare una delle più titolate fabbriche di organi in Italia, la fabbrica artigiana del maestro organaro Glauco Ghirlanda.

Gli ipertecnologici aspiranti periti meccanici sono rimasti sbalorditi nell’apprendere quanta meccanica ci fosse in un organo e quanta professionalità occorresse per assemblare le centinaia di componenti.

Le fasi di lavorazione, che portano al prodotto finito, iniziano dalla progettazione grafica realizzata a mano e pensata per il sito di accoglienza e continuano con la scelta dei materiali e la loro preparazione a ricevere i vari trattamenti.

Le domande degli studenti, rivolte al maestro organaro, vertevano principalmente sul funzionamento di un organo ma anche sulle tecniche di assemblaggio finale dei componenti e sulla taratura dello strumento nel luogo di destinazione finale.

L’organo in costruzione al momento della visita era destinato in Germania ed era in lavorazione da circa un anno e il maestro spiegava che occorreva ancora altrettanto tempo affinché l’organo fosse assemblato in tutte le sue parti ed accordato.

Quest’operazione rappresenta il ”clou” di tutto il processo, poiché l’artigiano modula le frequenze sonore emesse dallo strumento sulla base delle caratteristiche acustiche del luogo di destinazione e affidandosi alla sua particolare percezione uditiva; gli interventi di rifinitura sonora riguardano la limatura e l’incisione delle aperture delle canne dell’organo.

Gli organi del maestro Ghirlanda suonano all’interno di molte chiese europee, e la loro particolarità sta nel fatto che l’acustica di ogni singolo strumento è tarata sulle caratteristiche architettoniche e strutturali dello spazio in cui suona. Soltanto la sensibilità, l’esperienza e la competenza gli permettono la realizzazione di tutto questo.

Le macchine a Controllo Numerico potranno mai sostituire la raffinata sensibilità dell’essere umano?

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