In scena al Teatro Civico gli studenti del “G.Capellini-N.Sauro” con “Le Nuvole”

Nuvole (048)
La rassegna – promossa dalla Fondazione Carispezia e curata dall’Associazione Labulè, in collaborazione con l’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia e il Teatro cittadino è stata aperta lunedì 18 maggio dal nostro spettacolo “Le Nuvole” .
Come ogni anno, è stato individuato un filo conduttore per la creazione degli spettacoli, rappresentato per questa edizione dalla tematica del Disagio della donna. Stereotipi nella cultura di genere, con lo scopo di potenziare le capacità del teatro di portare i ragazzi a confrontarsi su argomenti legati all’impegno civile.
Il nostro Istituto, attenendosi al filo conduttore individuato, ha messo in scena “Le Nuvole”.
Le nuvole del ricordo, della paura, della ricerca, della lontananza, del riscatto. La tematica scelta come filo conduttore – Il disagio della donna. Stereotipi nella cultura di genere – è stata improntata sulla comprensione di ciò che accade durante episodi ripetuti di violenza familiare e sulla difficoltà di relazionarsi su questo tema fra uomo e donna, anche quando si è concretamente convinti che ciò sia necessario. Per questo lo spettacolo è costruito come un laboratorio in progress e si attiene ad un copione che cerca di spingere le nuvole oltre i confini dell’indifferenza.

Come è stato affrontato il tema del disagio della donna con gli studenti?

E’ stata  esplorata la cultura di genere e il tema relativo alla costruzione degli stereotipi nella società centrando l’attenzione sul disagio della donna. Per non limitare il campo di azione e di riflessione si è voluto mettere in scena la storia di un uomo e di una donna. Si è  partiti, ovviamente, dal vissuto personale degli studenti, dall’analisi della costruzione dello stereotipo negli atteggiamenti e nel linguaggio comune, negli atti quotidiani, anche i piu’ banali, che a volte  i ragazzi vivono in famiglia, per poi costruire un testo teatrale inedito, piu’ specifico e piu’ forte dal punto di vista emotivo e scenico.

 In che modo il teatro può educare i ragazzi a un “mondo migliore”?

Il teatro è il luogo della finzione e della realtà. Il teatro a scuola dà la possibilità di realizzare veri progetti trasversali e di inclusione. Serve a valorizzare talenti, a far nascere passioni. Lavorare sul teatro sociale e affrontare temi, quali quello di quest’anno, consente di riflettere sulla società, sulle sue contraddizioni. I docenti hanno avuto il ruolo dei facilitatori, i ragazzi sono stati i veri protagonisti del percorso, con le loro emozioni, con le loro difficoltà, curiosità e con il loro stupore.

Sicuramente dopo questo percorso saranno uomini e donne migliori,  ce lo auguriamo …. anzi, ne siamo certi!

Gli studenti interpreti: Accetta Alessandro, Bartoli Viola, Battistella Alice, Battista Sara, Bennati Margherita, Berettieri Luca, Caceres Eros, Carglioli Nicola, Colella Vincenzo, Conti Monica, Corona Roberto, Coronetta Luca, Danese Martina, Diaz Marte Juan Andres, Diliperi Gabriele, Ghironi Claudia, Gila Gladis, Giovanelli Gianmarco, Lariucci Jessica, Le Van Loc Alex, Lo Duca Irene, Lilli Andrea, Marotta Salvatore, Massafra Alessandro, Mazzoni Giovanni, Mele Raffaele, Mora Leonardo, Munno Mattia, Muikku Emma, Ortolani Francesca, Pasquali Alberto, Pavan Federico, Pauletta Emanuele, Pauletta Giacomo, Pessina Leonardo, Poletti Davide, Poli Emanuele, Ragusa Riccardo, Stradini Marlene, Taliercio Leonardo, Tallerini Federico, Tringale Michela, Vincenzi Angelica, Viti Francesco, Zitolo Michele. I docenti: Battisti Lidia, Caselli Lorena, Dolfi Luca, hanno collaborato Pozzi Yannis, Angelo Ravoni e Stefania Sinceri.

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