R.E.A.L. Sistema Portatile di Assistenza Remota


Venerdì 11 dicembre 2015, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha presentato R.E.A.L. un sistema portatile di assistenza remota basato sulla Realtà Aumentata presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Capellini-Sauro” di La Spezia nell’ambito delle attività programmate dall’Istituto in occasione della celebrazione del Trentennale del corso informatici.

La Realtà Aumentata permette di mettere in comunicazione il mondo reale con quello virtuale generato da un computer e di visualizzarlo in un’unica dimensione real-time; ad esempio permette al personale tecnico di ricevere supporto audio e video da esperti a distanza attraverso uno strumento di visualizzazione delle informazioni che si può indossare.

L’ing. Franco Tecchia, ricercatore della Scuola Superiore di Sant’Anna, ha entusiasmato piccoli gruppi di ragazzi delle terze medie di Ameglia, San Terenzo, Bolano e di altri istituti della città che hanno eseguito, presso l’Istituto “Capellini-Sauro” di La Spezia, una dimostrazione interattiva; anche studenti del corso informatici e del corso di Istruzione Tecnica Superiore hanno assistito alla conferenza.
I ragazzi hanno indossato un casco con un visore 3D con micro PC Linux programmato con linguaggio di scripting simile al C++ e Java con Hard disk da 8 Gb e batteria con 8 ore di autonomia. Dallo smartphone è possibile stabilire una microconnessione con il PC attraverso un’applicazione.
Come nella scena del vaso nel film “Ghost” i ragazzi sono stati teleguidati a distanza dall’ing. Tecchia e hanno eseguito i comandi che ricevevano, che consistevano nel mettere insieme alcuni mattoncini Lego. L’esperto remoto può vedere ciò che vede l’operatore attraverso un sistema di telecamere che trasmettono le immagini e può dare indicazioni, in modo preciso, attraverso le immagini e la voce.
Questa tecnologia è molto utile per consentire ad un esperto di teleguidare a distanza un tecnico, non altrettanto esperto, per fare la riparazione di una macchina.
Franco Tecchia, 43 anni, toscano di Massa Carrara, laurea in Ingegneria Informatica, dottorato all’University College di Londra, specializzazioni alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha presentato la realtà virtuale immersiva con tecnologia 3D (Cave).
Cave è un sistema in cui una piccola stanza ha le pareti ed il pavimento rimpiazzati da sistemi a videoproiezione e un sistema di computer sincronizzati tra di loro genera delle immagini in tempo reale che danno l’illusione a chi si trova all’interno della stanza di essere avvolti in un mondo completamente sintetico. Tali applicazioni sono tipiche della realtà virtuale e spaziano dall’archeologia per la ricostruzione di luoghi andati perduti ad applicazioni di design e di visualizzazione scientifica. In questo campo c’è anche una interattività, ovvero, il sistema di computer reagiscono a quelli che sono i movimenti delle persone all’interno della scena, per cui chi si trova immerso in questo ambiente virtuale può interagire e produrre delle azioni.

A che cosa servono queste tecnologie?
«Ad addestrare ingegneri, tecnici e operai, a lavorare su impianti, anche pericolosi, ricostruiti in realtà virtuale – spiega Franco – e, grazie alla realtà aumentata, a dare informazioni in più su chi sta lavorando a quegli impianti, con la possibilità di vedere meccanismi nascosti o ricevere informazioni visive in tempo reale su come agire durante un’emergenza o una normale operazione di manutenzione».

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