L’educazione ai rischi naturali per la creazione della cultura di protezione civile

proposta didattica del Istituto “Capellini – Sauro” al congresso  SIMP-SGI-SOGEI (Parma 2019)

Nell’ambito del congresso SIMP-SGI-SOGEI: “Il tempo  del Pianeta Terra e il Tempo dell’uomo: le geoscienze fra passato e futuro”, che si terrà a Parma dal 16 al 19 settembre, il prof. Roberto Antiga, docente di Scienze presso l’Istituto “Capellini Sauro” presenterà un lavoro di ricerca dal titolo: LE RISORSE IDRICHE NEL SOTTOSUOLO: messa a punto di un protocollo sperimentale per analizzare le dinamiche dei process idi infiltrazione,di accumulo e di sfruttamento nei depositi incoerenti.

Il prof. Roberto Antiga, docente di Scienze e Cultore della Materia in didattica delle Scienze della Terra c/o il DISTAV dell’università di Genova,  assieme ai professori Franco Marco Elter e Roberto Cabella del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università  di Genova, presenterà il lavoro di ricerca al congresso SIMP-SGI-SOGEI.

Lo studio, che rappresenta il risultato di anni di esperienze dirette con i ragazzi e di confronti con i docenti delle discipline scientifiche nell’ambito di corsi di formazione, ha portato alla progettazione di alcune attività didattiche laboratoriali, finalizzate a far comprendere agli studenti le dinamiche dei processi di accumulo delle acque in profondità, le problematiche legate allo sfruttamento della risorsa idrica profonda, il concetto di vulnerabilità dell’acquifero e  le relazioni che intercorrono fra dissesti e presenza di acqua di infiltrazione  nei versanti (dissesto idro-geomorfologico).

Il progetto fa ricorso alla modellizzazione che, nell’ambito delle scienze sperimentali, rappresenta la base su cui ragionare ed estrapolare le conclusioni derivanti dall’osservazione dei processi naturali; ciò consente di evitare, soprattutto per le Scienze della Terra, il rischio è di arrivare ad un’eccessiva semplificazione della realtà che potrebbe indurre a generalizzazioni pericolose ai fini dell’apprendimento delle dinamiche in atto nel nostro pianeta.

Il percorso prevede il coinvolgimento diretto degli studenti nella realizzazione delle esperienze, superando

l’approccio nozionistico. Il docente diventa promotore attivo della crescita, negli alunni, del piacere della “scoperta”, intesa come “novità,della conoscenza”, attraverso il riconoscimento del ruolo determinante dell’esperienza concreta nelle situazioni strutturate e non (laboratorio, sul campo, in classe, e nell’ambiente).

Nell’esecuzione degli esperimenti, gli studenti hanno una certa libertà operativa, contemplando la possibilità che gli stessi possano compiere errori, con l’obiettivo di far riflettere loro sull’operato alla ricerca di strategie correttive, al fine di favorire apprendimenti e competenze significative.

I dati emersi dalla ricerca hanno consentito di predisporre strumenti e materiali, finalizzati sia alla valutazione dei processi di apprendimento degli alunni (schede di osservazione, test in / out, tutorial)  da parte del docente,sia per consentire una autovalutazione dei progressi in itinere da parte degli allievi.

Lo studio proseguirà in quest’anno scolastico con alcune classi campione del Liceo delle Scienze Applicate dell’Istituto “Capellini Sauro”, secondo due direttrici: la prima indirizzata alla verifica del modello didattico presentato, soffermando l’interesse sul rischio idraulico e idro- gemorfologico, la seconda, che rappresenta il nuovo filone di studio, sarà finalizzato alla messa a punto di attività laboratoriali e modellizzazioni sul tematica del rischio sismico.

La sfida di queste azioni educative  è quella di  fornire agli studenti gli strumenti, le conoscenze e le competenze corrette per la creazione di una solida cultura di protezione civile e la formazione di studenti tutor da utilizzare, per la disseminazione di tali concetti, nell’ambito di una formazione fra pari.

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