La plastica del futuro

Gli alunni delle classi 3 C e 4 C del Liceo delle Scienze Applicate, guidati dalle prof.sse Irma Braca e Angela Azzone, hanno ricavato le bioplastiche da scarti dell’industria agro-alimentare.

L’amido, contenuto nelle cellule dei vegetali, e costituito da due tipi di lunghe catene di molecole di glucosio legate tra loro:

  1. a) una catena lineare chiamata AMILOSIO
  2. b) una catena ramificata chiamata AMILOPECTINA.

Quando una soluzione acquosa di amido viene portata a secco, facendo evaporare buona parte dell’acqua, l’amido forma un film a causa della formazione di legami idrogeno tra le varie catene di polimero. L’amilopectina in parte inibisce la formazione del film a causa delle sue ramificazioni che rendono difficile il contatto tra le catene.

Tale difficoltà può essere superata trattando l’amido con dell’acido cloridrico che frammenta l’amilopectina e quindi elimina gli impedimenti alla formazione del film. In tal modo si ottiene un film dotato di un buon grado di cristallinità ma piuttosto fragile.

E’ possibile migliorare le proprietà plastiche del film aggiungendo il glicerolo. Questa molecola è igroscopica e si lega a un certo numero di molecole d’acqua. Questo aggregato si dispone tra le catene del polimero e ne impedisce la disposizione ordinata, riducendo così il grado di cristallinità.

L’esito delle esperienze è stato positivo perché gli studenti, sensibilizzati dal problema dell’impatto ambientale che attualmente sussiste, hanno partecipato alle prove con vero entusiasmo.

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