Una fine della scuola alla scoperta dell’Isola dell’Eremita gli studenti del “Capellini-Sauro” al Tino

 
 

In questi giorni i nostri ragazzi hanno potuto fare un’esperienza che probabilmente resterà per loro indimenticabile: sbarcare sull’Isola del Tino e visitare come esploratori i tesori che quel luogo ad ogni passo ha svelato agli occhi dei ragazzi e dei loro docenti accompagnatori.
L’attività del progetto “Mare Spazio Culturale Aperto” sostenuto dall’Ufficio Scolastico Provinciale della Spezia e coordinato dalla prof.ssa Gloria Rossi ha permesso a dieci classi del biennio dei vari corsi dell’istituto di trascorrere una giornata speciale sull’ Isola. Il progetto è inserito nei patti di comunità e vede come partner Ufficio Scolastico, Lega Navale, comando Marittimo Alto Tirreno, CNA e l’Associazione Amici del Tino.
I ragazzi ed i docenti delle varie classi, nelle giornate dell’ultima settimana di giugno, sono partiti dal Molo Italia con un battello della compagnia del Battellieri del Golfo accompagnati da Elisabetta Cesari, Presidente dell’Associazione Amici del Tino e da volontari dell’Associazione. Questa realtà associativa si è costituita durante il lockdown come risposta vitale e messaggio di speranza per la comunità e promuove l’Isola, la sua storia e la realtà naturalistica incontaminata. Nelle varie giornate, alternandosi, sono stati presenti: Stefano Danese esperto di storia militare e scrittore di diversi libri sull’argomento, il personale civile tecnico della Marina Militare che preside l’Isola e si occupa del faro, il personale militare. Inoltre in una giornata è stato presente l’Ammiraglio Giorgio Lazio che ha permesso le visite e altre importanti autorità del mondo della scuola che hanno vissuto con gli studenti la scoperta dell’Isola.
Già nel battello l’emozione è stata forte, la giornata ha avuto un significato di relazione intensa a seguito di ciò che i ragazzi hanno vissuto in questi tempi di pandemia. Si sono ritrovati in uno spazio di cultura all’aria aperta, di passione e di scoperta che si assapora ad ogni passo, tra gli scavi archeologici, nei racconti e nelle storie su San Venerio l’eremita, sui misteri dell’isola e nell’importanza del Faro e nella sua evoluzione storica e tecnologica. Molte le domande al personale tecnico e le curiosità per la “luce” del Tino che è una presenza costante nel nostro mare.
Un’organizzazione impeccabile ha consentito ai ragazzi di visitare tutte le strutture, vedere la bella mostra fotografica di Elisabetta Cesari, fino a raggiungere la cime del faro e poter con lo sguardo raggiungere tutto il Golfo e il mare aperto.
La vista dall’alto è potente, ha lasciato i ragazzi in silenzio, attenti un passo dopo l’altro girando l’anello alto del faro, nella complicità. Tutti con il telefonino per una volta spento e tra le grida dei gabbiani che a giugno nidificano e sono poco abituati alle presenze umane.
Ci auguriamo che su questa isola possano approdare soltanto progetti in punta di piedi, rispettosi di questo patrimonio storico e naturale, che continuino ad avere un cuore e un’intelligenza, mossi dall’etica della cura. Ci auguriamo inoltre che le scuole possano da settembre poter organizzare altre visite in questo magico luogo. Gli studenti hanno potuto documentare l’esperienza e produrre materiali video che potranno essere utilizzati dall’Associazione il 14 Settembre, nella giornata dedicata a San Venerio, in una mostra presso il faro.

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